progetto orientamento

 

Il progetto di orientamento “chi voglio diventare?” nasce nel 2005 nel contesto di un ripensamento del Centro Universitario di via Zabarella. Questa struttura, voluta dalla Diocesi di Padova alla fine degli anni ‘60, è stata occasione di esperienze significative per tante persone, che vi hanno potuto esprimere domande e cercare risposte. Nato soprattutto per interpretare i bisogni del mondo giovanile, universitario e non, il Centro è diventato punto di riferimento per molte persone non più giovani o che col mondo universitario non avevano più a che fare.
Il Consiglio di Amministrazione, durante gli anni di ristrutturazione di Palazzo Trevisan (2003-2005), sede del Centro, si pose la questione del tipo di proposta che continuasse a fare di tale realtà una palestra per le buone domande della vita. Si decise di fermare l’attenzione sull’orientamento, esperienza che più di tutte presuppone la capacità e la disponibilità a interrogarsi e si diede incarico a un’équipe, composta da docenti, psicologi ed esponenti del mondo giovanile, di formulare una proposta. Uno scambio di opinioni con la Presidenza ESU di allora confermò l’utilità anche pubblica dell’intuizione. Le tappe che hanno scandito l’attività di questo gruppo di lavoro, il metodo seguito e il progetto che ne è uscito sono ben ricostruiti dal contributo di Enrico Miatto.

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 “chi voglio diventare?”
progetto di orientamento alla scelta universitaria
XIII edizione

 
OBIETTIVI GENERALI

  • prendere coscienza di interessi, attitudini, capacità, aspirazioni, aspettative, motivazioni
  • cooperative learning
  • esplorazione della realtà universitaria con l’aiuto dei protagonisti (docenti, ricercatori, studenti)
  • stimolazione alla ricerca attiva delle informazioni utili alla scelta
  • supporto nella comprensione dei meccanismi e nelle procedure di accesso

 

  1. “Università: da quale porta entrare?”

Una proposta formativa rivolta alle quinte superiori per supportare i ragazzi nell’individuare gli elementi strategici al fine di una scelta universitaria serena e consapevole. Il modulo riprendere le fila per chi ha già avuto momenti di orientamento in quarta, ma è aperto anche a chi ancora non ha cominciato a farsi le domande per la scelta del post esame di stato. Per tutti è la possibilità di confrontarsi con soggetti, testimoni ed esperti che ruotano intorno al mondo universitario e alle risorse che offre.

DESTINATARI: studenti e studentesse di quinta superiore (max 95posti)

 

PROGRAMMA

Venerdì 27 ottobre 2017, ore 14.30-18.00

  • confronto di gruppo e con esperti sull’orientamento alla scelta dell’università
  • presentazione del servizio counselling

Sabato 28 ottobre 2017, ore 8.45-12.45

  • le prove di ammissione all'Università: simulazione e discussione
  • visti da vicino: attività di gruppo con la partecipazione di studenti e studentesse, dottorandi  dottorande, iscritti ai diversi corsi universitari

SEDE: Centro Universitario, via degli Zabarella 82 - Padova

 

     2.  Laboratorio “il gusto di scegliere

Per le scuole che ne fanno richiesta vengono attivati dei laboratori (max 30 partecipanti) per favorire la riflessione sul sé e il confronto con il gruppo di pari, per acquisire consapevolezza rispetto al proprio percorso di scelta universitaria e per conoscere le opportunità orientative offerte dall’Università.

 

DESTINATARI: gruppi di studenti e studentesse di quarta superiore

PERIODO: febbraio e marzo 2018, calendario da concordare su richiesta

SEDE: Centro Universitario e/o la stessa scuola richiedente

 

      3.  Settimana residenziale: 5 giorni all’università

Al termine della scuola viene offerto di vivere una settimana da “studente/ssa universitario/a”, con incontri, laboratori/lezioni, visite agli ambienti. La settimana consente una conoscenza diretta del pianeta dell’Università ed è un’esperienza utile per raggiungere una visione complessiva più chiara, favorita dalla full immersion nella vita ordinaria degli universitari.

 

DESTINATARI: studenti e studentesse di quarta superiore

PERIODO: dal 11 al 15 giugno 2018

ATTIVITA’

Visita alle strutture universitarie, a laboratori e biblioteche; incontri di gruppo con tutor, docenti e studenti delle facoltà universitarie e associazioni studentesche; partecipazione alla vita aggregativa e culturale di Borgo Altinate e del Centro Culturale S. Gaetano; colloqui personali con counsellor e orientatori.

 

ORARI0 DELLE GIORNATE

9.00 – 13.00        visite e incontri

13.00                   pranzo al servizio ristorazione Esu e tempo libero

14.30 – 18.30      attività in sede con tutor e psicologi

19.30                   cena (facoltativa)

21.00                   attività serali culturali – ricreative (facoltative)

SEDE: Centro Universitario, Dipartimenti, servizio Orientamento Esu e Progetto Giovani - Padova

 

     4.  Spazio counselling: qual è la scuola per me?

E’ attivo anche quest’anno lo sportello counselling, con la possibilità di usufruire di colloqui individuali per arrivare a prendere decisioni responsabili, a sviluppare risorse, a promuovere e a far emergere la consapevolezza personale. Su richiesta sono possibili sedute di gruppo (da un minimo di 5 a un massimo di 10 partecipanti).

Lo sportello è su appuntamento.

 

Il progetto e la mission del Centro

Come il Centro inserisce questo progetto all’interno della sua mission? Il Centro sin dagli inizi si mosse all’insegna di una grande apertura alla sperimentazione, immergendosi nel mondo vitale degli studenti con una grande libertà di movimento ricercando progressivamente “sul campo” un proprio spazio e una propria identità. Con uno slogan possiamo dire che il Centro è diventato una “casa del dialogo”, dove elaborare un’esperienza che andasse oltre gli steccati istituzionali, associativi e ideologici, offrendo un servizio caratterizzato soprattutto per l’apertura a 360 gradi sulla realtà circostante. 
In questa prospettiva si individuava la vocazione precipua del Centro in un ministero di accoglienza la più larga, la più libera da appartenenze e la più aperta possibile. Destinatari soprattutto la grande massa degli studenti provenienti da famiglie non residenti a Padova e tra questi in particolar modo quelli non inseriti nei collegi, nelle parrocchie, nelle associazioni. In realtà nella fase iniziale, il centro divenne, nel clima della contestazione studentesca degli inizi degli anni ‘70, un singolare osservatorio degli umori e delle utopie che attraversavano il mondo giovanile, svolgendo un ruolo positivo in quanto, anche nelle fasi più accese ed esasperate di quegli anni, il Centro universitario riuscì a proporsi effettivamente come uno dei pochi spazi di dialogo, se non l'unico, esistente a Padova1. Oggi le caratteristiche e i bisogni dei giovani sono molto diversi da allora. Importante è continuare ad offrire spazi e occasioni che vedano i giovani protagonisti e non solo destinatari di proposte, per quanto belle e stimolanti. Ci pare che “Chi voglio diventare?” sia in continuità con lo stile del Centro e, insieme, risposta a dei bisogni dei giovani di oggi.

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Lavoro in rete

Il progetto è stato occasione per delle collaborazioni significative con altre istituzioni. Anzitutto l’ESU di Padova non solo ha condiviso gli obiettivi di fondo, ma è stato co-promotore dell’iniziativa fin dagli inizi. Poi l’Ufficio Scolastico Provinciale che, conosciuto il progetto ne ha apprezzato la coerenza, ne ha autorizzato la presentazione agli Istituti superiori della Provincia e ha concesso il patrocinio. La disponibilità di docenti e studenti dell’Ateneo, del Servizio Orientamento dell’Università e di Lavor@rienta dell’ESU a incontrare le ragazze e i ragazzi del progetto è stata un fattore prezioso, anche perché spesso per loro ha rappresentato un aggravio all’attività istituzionale. Molto positiva è stata la collaborazione con il Progetto Giovani del Comune di Padova.
Il secondo anno ha visto la partecipazione del Centro Servizi per il Volontariato e del suo direttore Alessandro Lion. Nel 2007 è stata stipulata una convenzione con l’Istituto dell’Approccio Centrato sulla Persona (IACP) di Roma, che ha abilitato il Centro ad accogliere i tirocinanti counsellors dell’Istituto stesso. 
Negli ultimi due anni, i cui risultati però non sono stati esaminati nella presente ricerca, anche la Camera di Commercio di Padova ha dato il suo patrocinio e il suo sostegno. Il bilancio di competenze è stato possibile grazie al contributo del Centro di Psicologia e Psicoterapia Funzionale di Padova. Ma tutta questa rete di contatti sarebbe stata infruttuosa senza la collaborazione dei Presidi e dei docenti referenti per l’Orientamento dei più di venti Istituti che hanno aderito al progetto.
La rete che si è creata è una piccola dimostrazione di come la collaborazione tra pubblico e privato e tra enti, anche molto diversi tra loro ma convergenti su obiettivi comuni, funziona e porta a risultati soddisfacenti.

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